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Sono passati *loading* viandanti
La Gioia è la Brezza
Che ci solleva da Terra
E ci lascia in un altro posto
Di cui non sappiamo le regole -
Non ci rimanda, ma dopo un po'
Noi sobriamente scendiamo
Un po' più nuovi per quel momento
Su un Suolo Incantato.
Emily Dickinson
Traduzione e note di Giuseppe Ierolli
(Nei momenti di gioia è come se fossimo trasportati in un mondo diverso, con regole che non hanno niente a che vedere con quelle che di solito guidano la vita. Non possiamo mai trattenerci molto, ma sempre, quando torniamo, abbiamo acquistato qualcosa in più di ciò che avevamo prima.)

Edward Robert Hughes, Midsummer's Eve
Il Dio Ra

Ra è il Dio-Sole di Eliopoli nell'antico Egitto. Emerse dalle acque primordiali del Nun portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret.
A partire dalla quinta dinastia (ca. 2400 a.C.) in avanti fu congiunto con il dio tebano Amon fino a diventare la più importante divinità del pantheon egizio con il nome di Amon-Ra. Egli rimase per secoli il dio supremo, tranne per un breve periodo durante il periodo di Akhenaton (1350 a.C. - 1334 a.C.) quando fu imposta nell'Egitto l'esclusiva adorazione di Aton, il disco solare stesso. In tempi più recenti, fu associato a Heryshaf.
Fu anche il padre di Heget e di Bast.
La teologia di Ra ebbe probabilmente un forte impulso a partire dal faraone Snefru, primo faraone della IV dinastia. Infatti per la prima volta dopo Snofru i Faraoni assunsero il titolo di Figlio di Ra, titolo che entrò a far parte dei cinque nomi tradizionali del Faraone.
Ra è un dio creatosi da solo, essendosi formato da Mehturt, un tumulo che diviene dalle acque di Nu, o un fiore di loto. Creò anche Shu e Tefnut dal suo sperma o muco, Hu e Sia dal suo sangue e l'umanità dalle sue lacrime.
Il sole è il corpo di Ra, o solamente il suo occhio. In Eliopoli (la capitale del suo culto), Ra era adorato come Atum (il tramonto del sole), Ra-Harachte (il pianeta Venere) e Khepri ("il sole che sorge") associato ad Harmakis (Horus sorge all'orizzonte). Più tardi fu associato ad Horus.
Benché Ra e Atum ("colui che completa o perfeziona") fossero lo stesso dio, Atum era utilizzato in vari modi. Egli era primariamente il simbolo del sole che tramonta ed era anche un sostituto di Ra come creatore di Shu e Tefnut. In alcuni culti Atum era stato creato da Ptah. Atum era il padre di Hike.
Atum era il capo dell'Enneade ed era rappresentato da Mnevis, il toro nero. Era associato al serpente, lucertola, scarabeo, mangusta, leone, e icneumone.
Ra percorreva ogni notte il mondo degli inferi su una nave ed era protetto dal mostro Apep da Seth e Mehen. Durante il viaggio era noto come Auf o Efu Ra.
Hathor e Ra una volta discussero e lei lasciò l'Egitto. Thot, travestito, riuscì a convincerla a tornare.
L'identificazione di Amon-Ra con Zeus e Giove era riconosciuta dai Greci e dai Romani. I Greci diedero il nome di Diospolis Magna, città di Zeus, a Tebe. Egli era anche associato con la Fenice.
I simboli di Ra sono il disco solare o il simbolo astronomico del sole (un cerchio con un punto nel centro).
Come deve sembrare solida l'eternità
A persone disgregabili come me -
Il solo Patrimonio adamantino
Dell'intera Identità -
Quanto potente all'insicuro -
La tua Fisionomia
Con cui nessun Volto combacia -
Se non occultato in te.
Emily Dickinson
Traduzione e note di Giuseppe Ierolli
(Per l'uomo, così fragile e destinato a disgregarsi in polvere, soltanto l'eternità può apparire un bene solido e indistruttibile, che vince l'insicurezza e la precarietà della vita. Ma è un bene che non ha volto, che non riusciamo a identificare in nulla di ciò che conosciamo; possiamo soltanto immaginare che la soluzione del mistero sia occultata in quella essenza misteriosa, e che l'unico modo per svelare quel volto estraneo è raggiungerla e diventarne intimamente parte.)
Yggdrasill
Nella mitologia norrena, è l'albero cosmico, l'albero del mondo.
Il frassino Yggdrasill sorregge con i suoi rami i nove mondi, nati dal sacrificio di Ymir. Questi mondi sono: Ásaheimr, mondo degli Æsir, Álfheimr, mondo degli elfi, Miðgarðr, mondo degli uomini, Jötunheimr, mondo dei giganti, Vanaheimr, mondo dei Vanir, Niflheimr, mondo del gelo, Múspellsheimr, mondo del fuoco, Svartálfaheimr, mondo degli elfi oscuri e dei nani ed Hel, mondo dei morti. Questi nove mondi costituiscono l'intero universo.
Immenso, Yggdrasill sprofonda sin nel regno infero, mentre i suoi rami sostengono l'intera volta celeste. Poggia su tre radici, una per gli dei, un'altra per i giganti, un'altra che raggiunge il Niflheimr. Da quest'ultima nasce la fonte detta Hvergelmir, da cui si dipartono tutti i fiumi del mondo. Oltre a questa, ai piedi di Yggdrasill vi sono altre due fonti. Innanzi tutto la fonte di Mímir, che cela la sapienza. Per potervi bere, Odino dovette cedere uno dei suoi occhi, che da allora è conservato nella fonte stessa. Quindi la fonte di Urðr, da dove le tre norne attingono argilla fresca con cui cospargono il tronco di Yggdrasill, per impedire che si secchi e muoia.
L'albero è attorniato da diversi animali, che lo proteggono, che ne traggono vita, o che lo minacciano. Sulla sommità sta un'aquila, e tra i suoi occhi un falco. Quattro cervi balzano tra i rami, mangiandone le foglie: Dáinn, Dvalinn, Duneyrr, Duraþrór. Le radici di Yggdrasill sono tormentate da diverse serpi, e tra questi vi è Níðhöggr, che costantemente si scambia male parole con l'aquila che sta sul vertice dell'albero.
Emissario tra i due animali è un velocissimo scoiattolo, di nome Ratatoskr.
Sulla cima di Yggdrasill sta altresì Víðópnir, gallo dorato il cui canto annuncerà il Ragnarök, la fine del mondo.
img: Illustrazione da un manoscritto islandese del XVII secolo
C'è una forza nel provare che ciò può essere sopportato
Sebbene esso laceri -
A cosa servono i nerbi di tale cordame
Se non a resistere
La nave potrebbe essere di raso se non dovesse lottare -
Percorrere i mari richiede Piedi di cedro.
Emily Dickinson
Traduzione e note di Giuseppe Ierolli
(La vita come una perigliosa navigazione in mari che mettono a dura prova le nostra capacità di sopportare, di resistere. Eppure proprio questa è la forza che ci permette di sopportare i dolori e misteri della vita, quella di saper navigare e lottare: se non dovessimo farlo non avremmo bisogno di quei "piedi di cedro" che ci permettono di percorrere il nostro cammino, verso un traguardo che non ci è dato conoscere.)
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